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Mammografia digitale
Mammografia tradiz. Mammografia digitale Seno 2000D Dosi radiazioni

 

Detettore
Vantaggi
Monitor
Stampante laser

Mammografia digitale

Cos’è

La mammografia digitale è una nuova metodica diagnostica che utilizza, per la formazione dell'immagine mammografica, una apparecchiatura denominata mammografo digitale.

L'avvento della tecnologia digitale ha modificato profondamente la nostra vita e le nostre abitudini; anche in medicina, ed in particolare in radiologia, l’utilizzo di immagini ottenute con tecniche digitali è ormai ampiamente entrato nella pratica quotidiana; basti pensare alla ecografia, alla tomografia computerizzata o alla risonanza magnetica. In campo mammografico, invece, l’utilizzo di tecniche digitali si è rivelato più difficoltoso, in particolare a causa delle caratteristiche di elevatissima risoluzione spaziale richieste e per gli alti costi dei sistemi proposti. Solo recentemente, infatti, sono divenute disponibili le prime apparecchiature per lo studio radiologico digitale della mammella; la loro realizzazione ha richiesto oltre dieci anni di ricerche (prevalentemente negli Stati Uniti), e con investimenti, da parte sia di organizzazioni pubbliche sia di aziende private, di centinaia di milioni di dollari.

In mammografia digitale la pellicola radiografica è sostituita da un detettore: questo assorbe i raggi x trasmessi attraverso la mammella e converte la loro energia in segnali elettronici, che vengono digitalizzati e fissati nella memoria del computer. Dall’insieme di questi dati viene quindi ricavata un’immagine, la mammografia digitale, che compare su un monitor ad alta definizione. Da qui, dopo essere stata opportunamente elaborata, può essere impressa su pellicola mediante stampante laser o memorizzata in uno dei vari sistemi di archiviazione oggi a disposizione, incluso il CD-ROM.

Sono attualmente allo studio diversi tipi di detettori digitali. Il sistema più utilizzato è costituito da un sottile pannello di silicio amorfo ricoperto da uno strato di cristalli di ioduro di  cesio. 

Lo strato di ioduro di cesio funge da scintillatore: si tratta di un materiale che, quando colpito da raggi x, emette radiazioni luminose. Il silicio amorfo ha la funzione di fotodiodo, cioè converte il segnale luminoso in segnale elettronico. Ogni fotodiodo corrisponde ad un pixel, cioè all’unità elementare dell’informazione. La carica di ogni elemento viene convertita in informazione digitale. Il detettore misura 19x23 centimetri ed ogni pixel misura 0.1 millimetri. Altri sistemi in via di sperimentazione utilizzano fosfori a memoria, CCD, pannelli al selenio amorfo.

 

 

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Aggiornato il: 06 gennaio 2009