Come per molte altre neoplasie, anche nel carcinoma della
mammella la radioterapia gioca un ruolo fondamentale, grazie ai grandi
progressi della scienza e della tecnologia compiuti negli ultimi 20 anni.
La terapia del carcinoma della mammella ha subito negli
anni una evoluzione. Il miglioramento del livello culturale della popolazione,
l'impatto delle diverse campagne informative e il diffondersi di mammografia
ed ecografia mammaria hanno fatto sì che gran parte dei tumori della mammella
venga diagnosticata precocemente. La mastectomia radicale è oggi
applicata solo in alcuni casi di tumore di grosse dimensioni o comunque
localmente avanzato. Il trattamento conservativo, chirurgico e radiante (QU.A.RT.),
è considerato attualmente quello più appropriato nelle fasi precoci della
malattia tumorale della mammella nonché adeguata alternativa terapeutica alla
mastectomia radicale sia in termini di controllo locale di malattia che di
risultati estetici. La radioterapia consiste nell’uso di radiazioni ad alta
energia per distruggere le cellule tumorali, cercando al tempo stesso di
danneggiare il meno possibile le cellule normali.
Lo scopo principale della radioterapia sulla mammella è
quello della sterilizzazione di quei microscopici focolai tumorali
eventualmente presenti nella ghiandola mammaria residua, che possono essere
sede di localizzazioni neoplastiche occulte sub-cliniche; tutto ciò al fine
di ridurre le recidive locoregionali di malattia, ossia le riprese tumorali
nella sede di intervento e nei distretti viciniori.
Il tasso di recidive intra-mammarie è di solito inferiore
al 10% nelle pazienti sottoposte a irradiazione, contro il 20-40% di
quelle non sottoposte a tale trattamento.
INDICAZIONI al trattamento radioterapico della mammella
Radioterapia dopo chirurgia conservativa: è
l'indicazione elettiva, nel trattamento complementare dopo QU.A.RT. I
risultati consolidati di numerosi studi eseguiti hanno confermato
l'importanza della Radioterapia sulla mammella residua nel controllo
locale della malattia.
Radioterapia nel trattamento delle recidive
locoregionali: generalmente noduli tumorali cutanei e
sottocutanei della mammella o della parete toracica, sequele di un
pregresso carcinoma mammario.
Radioterapia nel trattamento della malattia
metastatica: a scopo palliativo, per il controllo del dolore, nella
malattia metastatica dell'osso e dell'encefalo.
Radioterapia dopo mastectomia: unicamente nei
casi di carcinoma localmente avanzato con evidente rischio di ricaduta
cutanea o sottocutanea,
Radioterapia esclusiva: in pochi casi
selezionati; la discussa indicazione rimane solo nei T0 e nella
malattia di Paget.
COME SI SVOLGE il trattamento radioterapico
Le sedute, con trattamento ambulatoriale, hanno
inizio generalmente qualche settimana dopo l'intervento chirurgico e si
concludono nell'arco di 30-40 giorni, ogni giorno per cinque giorni alla
settimana.
Vengono impiegate radiazioni ionizzanti ad alta energia
(generalmente fotoni gamma - telecobaltoterapia - o fotoni X), indirizzate con
precisione verso la parte malata, al fine di distruggere le cellule tumorali e
di risparmiare il più possibile i tessuti sani circostanti.
Allo scopo di ridurre gli effetti collaterali della terapia radiante, la dose
totale di radiazioni viene normalmente suddivisa in dosi piu' basse o
'frazioni' che costituiscono nell'insieme il ciclo completo di trattamento.
Ad una prima visita di impostazione terapeutica, in cui si
svolge l'inquadramento clinico della paziente, segue la localizzazione del
volume bersaglio mediante simulazione con apparecchio TAC, per ottenere
informazioni sull’anatomia del paziente e sulla sede ed estensione del
tumore. Si passa poi all'elaborazione del piano di cura computerizzato, che
viene verificato sulla paziente, e si giunge infine all'inizio della vera e
propria radioterapia.
Durante la procedura, che durerà solo qualche minuto ed è
assolutamente indolore, la paziente dovrà rimanere immobile sul lettino
dell'apparecchiatura, fino a che la sessione di trattamento non sarà
terminata.
L'accertamento del volume-bersaglio, dei campi di
irradiazione, della dose e della sua distribuzione nel tempo sono momenti
critici sia per quanto riguarda l'efficacia del trattamento in termini di
distruzione tumorale e quindi di guarigione, sia per l'eventuale insorgenza di
effetti collaterali e di sequele.
EFFETTI COLLATERALI della radioterapia
La radioterapia della mammella può causare a volte effetti
collaterali quali arrossamento e ‘trasudazione’ della cute , nausea e
spossatezza. Questi sintomi comunque tenderanno a scomparire gradualmente una
volta concluso il ciclo di trattamento; talvolta la sensazione di spossatezza
può persistere per qualche mese.
L’effetto secondario più importante, sempre transitorio,
è costituito dalla dermatite da raggi (la zona interessata apparirà rossa e
dolente come una scottatura; talvolta si associa prurito) che può insorgere
dopo 3-4 settimane di trattamento sia sulla mammella residua, in caso di
intervento chirurgico conservativo, che sulla parete toracica, in caso di
mastectomia totale. Sarà opportuno applicare in questi casi opportune misure
profilattiche, quali evitare esposizioni al sole o lampade, evitare detergenti
aggressivi, evitare profumi alcolici, evitare indumenti stretti.
Dopo un intervento di quadrantectomia o di resezione
segmentaria, la radioterapia potrebbe far sembrare la mammella più soda, per
effetto dell'accumulo di liquidi nel tessuto sottocutaneo e nella cute.
Gli esiti tardivi del trattamento radiante sulla mammella
sono rappresentati essenzialmente da una iperpigmentazione cutanea associata
talvolta a teleangectasie in alcune zone: ciò significa che l’irradiazione
può anche lasciare piccole macchie rosse sulla cute, dovute alla rottura di
qualche capillare. Per molte donne, tuttavia, l’aspetto estetico della
mammella è soddisfacente.